
L’incontro tra due colossi della commedia italiana come Alessandro Siani e Leonardo Pieraccioni suscitava grande attesa e prometteva scintille e alchimia esplosiva in uno dei film che avrebbe potuto scalare le classifiche durante le vacanze natalizie grazie al supporto di tutti gli amanti di un cinema leggero e spensierato. “Io e te dobbiamo parlare”, firmato dalla regia di Alessandro Siani, invece, non mantiene nessuna delle promesse.
L’idea di un buddy movie poliziesco con una componente familiare è interessante e avrebbe potuto offre spunti per una commedia leggera e divertente ma, purtroppo, tutte le potenzialità rimangono inutilizzate a partire proprio dall’idea di buddy movie che, per definizione, porta sullo schermo l’amicizia tra due uomini. Siani e Pieraccioni sono due poliziotti non proprio sul pezzo che, per una serie di surreali vicende, finiscono a sorvegliare il parco cittadino. Non si capisce come nasca l’amicizia tra i due né, tanto meno, come questa possa andare avanti quando Pieraccioni ruba moglie e figlia all’amico.
Il film, dunque, nasce con l’idea di trattare diversi temi: l’amicizia, l’amore, il rapporto padre e figlia, il tema delle famiglie allargate e l’attivismo per la salvaguardia del pianeta ma tutto rimane semplicemente accennato senza mai sviluppare nessuna linea narrativa anche a causa dei personaggi poco caratterizzati e privi di qualsiasi tipo di profondità.

I due comici, nell’insieme, funzionano bene: comicità toscana e comicità napoletana si fondono regalando qualche piccolo momento divertente ma a penalizzare il film è sicuramente l’eccessiva frammentazione narrativa che lo rende più una raccolta di sketch comici piuttosto che una narrazione organica, con passaggi che faticano a legarsi tra loro. Anche alcune gag risultano un po’ troppo scontate e poco originali, sfruttando facili stereotipi e situazioni già viste nonostante la presenza di comici del calibro di Biagio Izzo e Sergio Friscia.
“Io e te dobbiamo parlare”, di cui dopo 95 minuti di visione non si comprende nemmeno il motivo di questo titolo, risulta una sorta di minestrone con tanti elementi che faticano a legarsi a partire dall’ambientazione nelle Marche e le musiche, tra cui spicca su tutte il fenomeno partenopeo del momento: Geolier.
Alessandro Siani è, prima di essere un regista, un comico che ha funzionato per anni e che è riuscito a tenere botta dietro la macchina da presa nei precedenti film come “Il principe abusivo”, “Il giorno più bello del mondo”, “Mister Felicità” e “Si accettano miracoli” dove riusciva a non snaturarsi e a tener fede alla sua persona regalando pellicole leggere, divertenti e con un bel “happy ending” sentimentale che in “Io e te dobbiamo parlare” viene meno nonostante le premesse con la bella Sara interpretata da Francesca Chillemi.
In conclusione la pellicola dimostra come ogni cosa abbia il suo tempo, anche la comicità di Alessandro Siani, e soprattutto di quanto il cinema mainstream, che spesso punta solo agli incassi, sia quasi sempre deludente.
