“Un giorno di pioggia a New York”. Il raggio di sole di Woody Allen.

Dopo qualche anno d’assenza dal grande schermo, Woody Allen ritorna nelle sale con la commedia romantica “Un giorno di pioggia a New York”, uscito il 26 novembre 2019.

Quando si parla di Allen c’è sempre qualche aneddoto curioso da raccontare e, questa volta, non si può non parlare della distribuzione alquanto bizzarra del film. La pellicola, distribuita in Italia dalla Lucky Red, e in altri numerosi paesi tra cui Spagna, Francia, Inghilterra, Canada e Uruguay, non ha ancora trovato, e pare non lo troverà a stretto giro, un distributore negli Usa. A causa delle vecchie accuse di Dylan Farrow al regista, il film, infatti, si è ritrovato senza il contratto col l’ Amazon Studios. Ma la cosa più bizzarra è che ci sarà solo un modo possibile per gli americani di vedere la pellicola di Allen: viaggiando con la compagnia aerea American Airlines che ne ha comprato i diritti .

Il film, dalla durata di centotrentacinque minuti, ad eccezione dei primi minuti, è ambientato completamente a New York ma in una New York non banale, non stereotipata che quasi si stenta a riconoscere: nessuna inquadratura banale su Central Park e, anche i soliti taxi gialli, sembrano avere qualcosa di diverso e delicato.

La storia, dalla trama molto semplice e scorrevole, racconta di una coppia di giovani studenti: Gatsby Welles e Ashleigh Enright, una coppia formatasi da poco tra le aule del collage ma, apparentemente con un grande futuro davanti. I due però sono molto diversi: Gatsby è un giovane bohémien tutto rivolto al passato (ma in realtà con uno slancio al futuro inarrestabile) devoto al pianoforte, al gin, al poker e alle sue sigarette. Un meraviglioso Timothée Chalamet, che passeggia assorto sotto la pioggia, nel quale non si può non riconoscere un mini-Allen, o meglio, un personaggio, seppur giovane, che incarna a pieno la sua filosofia di vita e che vede nell’arte la medicina a tutte le bruttezze dei giorni contemporanei. Ashleigh, interpretata da Elle Fanning, è bionda, bella, ambiziosa e con un sorriso che mal si adatta allo sguardo cupo di Gatsby che vede in lei, o meglio crede di vedere in lei, un potente raggio di sole.

Nonostante il cast stellare, tra cui compare Jude Law, Rebecca Hall e Cherry Jones (che ci regala un monologo inaspetatto), il vero protagonista è Woody percepibile in ogni luogo e dialogo del film, una presenza che aleggia silente e che guida saggiamente Gatsby verso la sua epifania.

In un weekend a New York può succedere ogni cosa e, a causa di una surreale serie di imprevisti in cui Ashleigh si troverà incastrata, forse non proprio involontariamente,Gatsby avrà modo e tempo per capire in che direzione andare. Due approcci alla vita totalmente differenti che si rivelano nel modo diverso di vivere la Grande Mela: infatti, il programma di Gatsby di far conoscere ad Ashleigh la sua New York atavica, verrà messo in secondo piano dalla New York lussureggiante e popolata da stars system.

Un film che ricorda molto, per fotografia, colori, inquadratura e leggerezza, “Vicky, Cristina, Barcellona”, anche in quel caso un viaggio: un viaggio che è in primis conoscenza di se stessi, conoscenza di se stessi attraverso l’altro. Ma, contro ogni previsione, Allen ci regala una pellicola ottimista e speranzosa per il futuro e per i giovani, senza mai però tradire la sua weltanschauung: battute sagaci, doppi sensi e ironia non mancheranno, ma senza mai cadere nel volgare o nel banale.

Selena Gomez, nei panni di Shannon Tyrell, fungerà da controparte femminile.

La pioggia lava via la polvere, è una pioggia che pulisce, una pioggia prepotente che porta luce. Un appuntamento con l’Amore non dato ma l’Amore ci trova sempre e, in questo caso, ci trova allo zoo di Central Park alle 18:01.