“40 Secondi” e la necessità di non voltarsi dall’altra parte: al cinema la storia di Willy Monteiro

Uscirà nelle sale italiane il 20 novembre 2025 “40 Secondi”, il nuovo film diretto da Vincenzo Alfieri e prodotto da Eagle Pictures, la stessa casa che aveva portato sul grande schermo Il ragazzo dai pantaloni rosa. Un’opera intensa, ispirata al libro di Federica Angeli “40 secondi. Willy Monteiro Duarte. La luce del coraggio e il buio della violenza”, che ripercorre le ultime ore di vita del giovane ucciso a Colleferro il 6 settembre  2020.

Il titolo richiama i drammatici istanti in cui Willy Monteiro Duarte, 21 anni, perse la vita dopo un violento pestaggio durato appena 40 secondi. Alfieri sceglie di raccontare non soltanto la violenza, ma anche la quotidianità del ragazzo: un modo per restituirgli dignità, sottraendolo alla cronaca nera e restituendolo all’umanità.

La macchina da presa di Alfieri indugia sui volti e sulle emozioni, con uno stile intimo e diretto. L’obiettivo, ha spiegato il regista, è portare lo spettatore dentro una vicenda che non appartiene solo a Colleferro, ma a tutta la società: “È un film sul coraggio e sull’indifferenza, su cosa significa scegliere da che parte stare”.

A interpretare Willy è Justin De Vivo, affiancato da Francesco Gheghi, giovane talento già premiato ai Nastri d’Argento 2025. Accanto a loro attori affermati come Sergio Rubini, Francesco Di Leva, Maurizio Lombardi, oltre a nuovi volti selezionati tramite street casting, per restituire realismo e autenticità alla vicenda.

Il produttore Roberto Proia ha sottolineato il legame ideale con Il ragazzo dai pantaloni rosa: due film diversi ma accomunati dall’intento di portare al cinema storie vere, capaci di stimolare riflessione collettiva.

Le prime sequenze presentate al Giffoni Film Festival hanno emozionato pubblico e critica. Non un racconto di violenza fine a sé stessa, ma un atto di memoria e responsabilità civile, che attraverso il cinema vuole scuotere le coscienze.

“40 Secondi” non è solo un film: è un appello. Parla di coraggio, di inclusione, della necessità di non voltarsi dall’altra parte. Ricorda che la tragedia di Willy non è un fatto isolato, ma lo specchio di una società che deve scegliere chi vuole essere.

Il 20 novembre le sale italiane accoglieranno una storia che non lascia indifferenti. Perché quei quaranta secondi peseranno per sempre su ciascuno di noi.

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