
“Stranizza d’amuri”, l’opera prima alla regia di Beppe Fiorello, dopo essere approdato nelle sale italiane nel 2023 e un passaggio sulla rete ammiraglia, è da pochi giorni disponibile su Raiay.
Si tratta di una pellicola drammatica e toccante che ha saputo conquistare pubblico e critica grazie alla sua sensibilità e al coraggio di affrontare un tema ancora oggi delicato: l’amore omosessuale.
Il film è liberamente ispirato al “delitto di Giarre”, un tragico fatto di cronaca avvenuto in Sicilia nei primi anni ’80, dove due ragazzi furono trovati morti, legati mano nella mano. Beppe Fiorello, pur non soffermandosi sull’indagine del delitto, sceglie di raccontare la storia d’amore tra due adolescenti, Gianni (interpretato da Samuele Segreto) e Nino (interpretato da Gabriele Pizzurro), ambientandola nell’estate del 1982, quella dei mondiali vinti dall’Italia.
Gianni e Nino si incontrano per caso dopo un incidente in motorino e tra loro nasce un’amicizia profonda che si trasforma rapidamente in un sentimento d’amore puro e autentico. Costretti a nascondere la loro relazione a causa del forte pregiudizio e dell’omofobia dilagante nell’ambiente rurale siciliano dell’epoca, cercano di ritagliarsi spazi di felicità e libertà lontano dagli occhi indiscreti e dai giudizi della comunità e delle proprie famiglie. La pellicola esplora con delicatezza la loro relazione, mostrando i momenti di intimità, le confidenze, i sogni e le paure, fino al tragico epilogo che li vedrà vittime di una società intollerante.
Il regista sceglie di raccontare la luce prima della tragedia, concentrandosi sulla nascita e lo sviluppo di questo amore adolescenziale, piuttosto che sul lato più morboso del crimine. Il titolo stesso, “Stranizza d’amuri”, riprende una celebre canzone di Franco Battiato, omaggiando il maestro siciliano e sottolineando la “stranezza” (nel senso di rarità, diversità, ma anche tenerezza) di un amore che fatica a trovare accettazione. La musica di Battiato è infatti un elemento portante e suggestivo della colonna sonora, che contribuisce a creare un’atmosfera poetica e malinconica.
“Stranizza d’amuri” è un inno alla libertà di amare, ma anche una denuncia delle conseguenze devastanti dell’intolleranza e dell’ignoranza. Fiorello, da siciliano, descrive la sua terra con passione, pur riconoscendo e criticando l’arretratezza culturale che in quegli anni (e in parte ancora oggi) affliggeva alcune aree. La pellicola evidenzia il contrasto tra la purezza dei sentimenti dei due ragazzi e la brutalità del mondo esterno, fatto di pettegolezzi, bullismo e violenza omicida.
Per essere un esordio alla regia, “Stranizza d’amuri” è stato generalmente accolto molto positivamente. Beppe Fiorello dimostra una mano sensibile e attenta, capace di dirigere gli attori e di creare un’atmosfera immersiva. In particolare, le interpretazioni dei due giovani protagonisti, Samuele Segreto e Gabriele Pizzurro, sono state molto apprezzate per la loro autenticità e intensità, riuscendo a trasmettere la fragilità e la forza del loro legame. Anche il cast di supporto, con attori come Fabrizia Sacchi e Simona Malato, offre prestazioni convincenti.

Anche a livello visivo e di fotografia il film si presenta ben strutturato con una fotografia che esalta i paesaggi siciliani, in particolare quelli del siracusano (Noto, Marzamemi, Priolo, Pachino, Ferla, Buscemi), rendendoli al tempo stesso cornice idilliaca e potenziale teatro di un dramma.
“Stranizza d’amuri” non è solo un film bello ma coraggioso e necessario, che non solo rende omaggio alle vittime del delitto di Giarre (ormai dimenticate dalla maggior parte degli italiani) , ma offre anche una riflessione profonda sull’omofobia, sul pregiudizio e sulla difficoltà di accettare l’amore in tutte le sue forme.
La pellicola lascia nello spettatore un senso di dolceamara speranza e la consapevolezza che certe “stranizze d’amuri” meritano di essere comprese e rispettate.
