Nino Sarratore: Il narcisista tossico de “L’Amica Geniale”

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Ieri sera record di ascolti sulla rete ammiraglia per il ritorno in tv del quarto ed ultimo capito de “L’Amica Geniale” di Elena Ferrante. I romanzi della scrittrice hanno catturato milioni di lettori in tutto il mondo con la sua intensa esplorazione dell’amicizia femminile e dei complessi legami familiari. Stesso successo anche per la trasposizione cinematografica che si è classificata tra le serie più riuscite targate Rai.

Elena e Lila, o meglio la loro amicizia, è la protagonista indiscussa che ancora fa chiedere al pubblico “Ma chi tra le due è l’amica geniale?”.

Ma c’è un altro personaggio degno d’attenzione che, come un abile marionettista, riesce a muovere i fili della vita di chi gli sta intorno. Si tratta di uno tra i personaggi più discussi e controversi: Nino Sarratore. La sua figura, intrecciata indissolubilmente con quella di Elena Greco, incarna alla perfezione il profilo del narcisista patologico. E siccome, ad oggi, di narcisismo non si parla mai abbastanza è giusto dedicarci qualche riflessione.

Nino Sarratore, con la sua intelligenza acuta e il suo fascino magnetico, incanta Elena sin dalla giovane età. Tuttavia, dietro la brillante facciata si nasconde un individuo profondamente egocentrico e manipolatore. Il suo narcisismo, radicato in un profondo senso di superiorità, lo porta a considerare gli altri come semplici strumenti per soddisfare le proprie ambizioni e confermare la propria immagine grandiosa.

Nino presenta tutte le caratteristiche tipiche di una personalità narcisista. In primis fa sfogo di grandiosità: è convinto di essere speciale e unico, destinato a grandi cose. Spera di raggiungere fama e successo, e crede di meritare un trattamento privilegiato. Ha un’esigenza costante di essere ammirato e invidiato. La sua autostima è estremamente fragile e dipende dall’approvazione degli altri.
Segue poi la mancanza di empatia: Nino è incapace di provare empatia per gli altri, non comprende i sentimenti altrui e li utilizza a proprio vantaggio. A completare la lista anche la capacità di manipolare chi gli sta intorno e l’invidia nei confronti di chi ha, in qualche modo, successo.

Elena, donna di cultura che si batte per l’emancipazione e l’indipendenza femminile, resta però ingabbiata in questa relazione tossica di dipendenza affettiva.

Il narcisismo di Nino ferisce profondamente Elena, lasciando in lei profonde cicatrici emotive. La loro storia d’amore, tormentata e passionale, diventa una metafora della dipendenza affettiva e della difficoltà di liberarsi da un legame nocivo.

Il ritratto di Nino Sarratore ne “L’Amica Geniale” è un’analisi psicologica acuta e profonda del narcisismo patologico. Attraverso la sua storia, Elena Ferrante, ci invita a riflettere sulle dinamiche di potere nelle relazioni interpersonali e sull’importanza di riconoscere e allontanarsi dalle persone tossiche.

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