
Gianni Amelio torna nelle sale italiane, oggi 5 settembre, con un nuovo film che promette di far discutere. Si tratta di “Campo di battaglia” , tratto dal romanzo “La sfida” di Carlo Patriarca, che ci trasporta nel cuore della Prima Guerra Mondiale, in un ospedale militare dove si incrociano destini di giovani medici e soldati.
Protagonisti assoluti sono Alessandro Borghi e Gabriel Montesi, nei panni di due amici d’infanzia, ufficiali medici, che si trovano a confrontarsi con le atrocità della guerra e con le proprie fragilità. Al loro fianco, Federica Rosellini interpreta una figura femminile forte e determinata, che cerca di dare un senso al caos che li circonda.
Amelio, con la sua maestria narrativa, ci immerge in un’atmosfera cupa e opprimente, dove la linea tra sanità e follia si fa sempre più sottile fino quasi a diventare indistinguibile. Il regista non ha paura di affrontare temi delicati come l’autolesionismo, la disumanizzazione provocata dalla guerra e la ricerca di un senso alla vita.
“Campo di battaglia” è più di un semplice film di guerra: è un’indagine psicologica sui personaggi, un’analisi della società di allora e, per molti versi, anche di quella attuale. Il film pone interrogativi importanti sul senso del dovere, sulla scelta tra la vita e la morte, sulla responsabilità individuale.
Amelio, con la sua maestria narrativa, ci trascina nel cuore dell’azione, creando un’atmosfera cupa e opprimente che riflette lo stato d’animo dei personaggi. La fotografia, intensa e dettagliata, contribuisce a rendere tangibile l’orrore della guerra, mentre la colonna sonora sottolinea i momenti di maggiore tensione
Il cast è superlativo con un Alessandro Borghi che, come sempre, dimostra la sua straordinaria versatilità, interpretando un personaggio complesso e tormentato. Gabriel Montesi lo affianca con grande bravura, regalandoci un’interpretazione intensa e coinvolgente. Federica Rosellini, con la sua eleganza e la sua profondità, completa il trio di protagonisti.
“Campo di battaglia” è un film che lascia il segno. È un’opera importante, che merita di essere vista e discussa. Un film che ci costringe a riflettere sulla nostra storia e sul nostro presente senza, però, dimenticare il futuro.
