
“Sei fratelli”, commedia drammatica del 2024 diretta da Simone Godano e scritta insieme a Luca Infascelli, è approdato nelle sale italiane il 1° maggio, ottenendo un buon riscontro di pubblico e critica.
Protagonista del film è una famiglia allargata composta da sei fratelli, nati dallo stesso padre, Manfredi Alicante (interpretato da Fabrizio Gifuni), ma da madri diverse.
La morte del padre li obbliga a riunirsi dopo anni di lontananza, portando alla luce vecchie tensioni e segreti. Costretti a confrontarsi con le proprie diversità e con il dolore della perdita, i sei fratelli dovranno imparare a conoscersi di nuovo e a ritrovare l’unità familiare.
Sei fratelli è un film che, con delicatezza e ironia, racconta le dinamiche spesso complesse all’interno delle famiglie allargate. Tra colpi di scena e momenti di commozione, la pellicola esplora temi come l’amore, il perdono e la ricerca di sé stessi.
Un tema, dunque, classico della commedia italiana che, inevitabilmebte, richiama alla mentre i capolavori di Ettore Scola “La famiglia” e di Mario Monicelli “Parenti Serpenti” (a cui c’è un diretto richiamo di trama). La possibilità di confrontarsi con temi già trattati, se da un lato fa emerge il divario tra un cinema che fu e un cinema presente, come è giusto che sia, va anche detto che alcuni attori di “Sei fratelli” come Riccardo Scamarcio e Adriano Giannini reggo o bene il confronto con gli storici attori del passato.
Notevole anche la capacità del regista di tratteggiare con realismo e profondità i personaggi.
Nonostante la presenza di alcuni cliché narrativi e una certa prevedibilità della trama, questi difetti non sembrano aver penalizzato il successo del film, che si conferma come una commedia italiana ben fatta e capace di intrattenere il pubblico.
Il film, che ha ottenuto un buon successo al botteghino, incassando oltre 2 milioni di euro nelle prime settimane di programmazione è una pellicola consigliata a tutti coloro che amano le commedie drammatiche e le storie di famiglia.
