Con la morte di Sandra Milo avvenuta oggi all’età di 90 anni, il cinema italiano perde una delle sue icone più celebri. Una carriera lunghissima, quella di Sandra Milo, che ha attraversato le epoche e l’ha vista affiancare registri indimenticabili.
Nata a Tunisi nel 1933 con il nome di Salvatrice Elena Greco, Milo è stata una delle più grandi attrici italiane di tutti i tempi. La sua carriera cinematografica ha inizio nel 1955 con il film “Lo scapolo” di Antonio Pietrangeli dove interpreta il ruolo di una giovane donna che si innamora di un uomo più anziano. La sua interpretazione viene notata dalla critica e le apre le porte al successo. Per Antonio Pietrangeli torna sul grande schermo con il film “Adua e le compagne” che racconta gli effetti della legge Merlin.
Da allora, ha recitato in oltre 100 film, interpretando ruoli di grande spessore drammatico e comico. La sua filmografia, infatti, spazia dai film neorealisti degli anni ’50 ai film di genere degli anni ’60, fino ai film d’autore degli anni ’70 e ’80. Tra i suoi lungometraggi più famosi, ricordiamo “8½” e “La dolce vita” di Federico Fellini di cui fu musa e compagna, “A casa tutti bene” di Gabriele Muccino, “Un nemico che ti vuole bene” di Pupi Avati e “Il materiale emotivo” di Sergio Castellitto.
Nel 1956, recita in altri due film importanti: “Mio figlio Nerone” di Steno e “Moglie e buoi…” di Leonardo De Mitri. In questi film, interpreta ruoli di donna forte e indipendente, che anticipano la sua futura carriera.
Nel 1960, Sandra Milo ottiene il successo internazionale con il film “8½” di Federico Fellini. Nel film, interpreta il ruolo di Luisa, una donna che seduce il protagonista, Marcello Mastroianni. La sua interpretazione è memorabile e le vale una candidatura al premio BAFTA come migliore attrice non protagonista.
L’anno successivo, interpreta il ruolo di Sylvia, una prostituta che seduce Marcello Mastroianni anche in “La dolce vita” di Federico Fellini. Il film è un successo mondiale e consacra Sandra Milo come una delle attrici più belle e talentuose del cinema italiano.
Negli anni ’70 e ’80, Sandra Milo continua a recitare in film di successo, sia in Italia che all’estero. Tra i suoi film più importanti di questo periodo, ricordiamo “La moglie del prete” di Dino Risi, “L’ultima donna” di Marco Ferreri, “Il Casanova di Federico Fellini” di Federico Fellini e “Una giornata particolare” di Ettore Scola.
Negli anni ’90, Sandra Milo continua a lavorare con successo, sia al cinema che in televisione. Tra i suoi film più importanti di questo periodo, ricordiamo “Un nemico che ti vuole bene” di Pupi Avati, “L’amore è eterno finché dura” di Carlo Verdone e “Il materiale emotivo” di Sergio Castellitto.
Milo è stata, senza dubbio, una delle attrici più belle e talentuose del cinema italiano che ha contribuito a rendere grande il nostro cinema nel mondo. Donna forte e indipendente ha sempre combattuto per i suoi diritti e per le sue idee diventando pioniera del femminismo in Italia contribuendo a cambiare la percezione della donna nella società.
Sandra Milo, oltre a lasciare il segno nella storia del cinema, continuerà ad essere ricordata per il suo talento, la sua bellezza e la sua forza.

Splendido post. Sono sempre più orgoglioso di essere da tempo un tuo follower.
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