
A cura di Fabio de Paulis
Affida alla regia di Christopher Nolan attori del calibro di Robert Downey Jr, Matt Dillon, Emily Blunt, Gary Oldman, Samy Malek e Kenneth Branagh; allo sguardo visionario e magnetico di Cillian Murphy e ne viene fuori una bomba atomica, anzi un film sulla bomba atomica. Oppenheimer è un film biografico su uno dei temi più dibattuti dell’umanità: l’utilizzo della scienza per fini militari.
La bomba atomica nata da un’ intuizione di Einstein e perfezionata dal fisico statunitense J. Robert Oppnheimer, ebbe il merito di porre fine alla seconda guerra mondiale al prezzo elevatissimo di oltre 300.000 vittime civili delle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, i cui effetti per le radiazioni emanate, si sarebbero protratte anche sulle generazioni successive.
Gli sbalzi temporali, le scene in bianco e nero, i fitti dialoghi processuali che portano a ben tre ore di proiezione, inchiodano inaspettatamente lo spettatore alla poltrona. Non ci si aspetti però lo stravolgimento emotivo di Interstellar, né quello enigmatico di Tenet o di Inception, forse quello riflessivo sulle mostruosità della seconda guerra mondiale come in Dunkirk, ma pur non essendo una pellicola da blockbuster, anche se gli incassi lo sono stati, il film va assolutamente visto, e rigorosamente al cinema, per amaramente comprendere come le diplomazie politiche mondiali non fanno mai abbastanza per evitare che i conflitti assumano proporzioni tali da mettere a repentaglio il futuro dell’umanità intera.
Basterebbe, e lo si comprende nella scena finale, una reazione nucleare che inneschi una deflagrazione a catena di tutta l’atmosfera per distruggere l’intero pianeta. Che la bomba atomica sia ancora un deterrente che spinge le super potenze a non usarle, o almeno a non usarle più, era stata la battaglia combattuta e persa da J. Christopher Oppenheimer che usò la metafora dei due scorpioni rinchiusi in una bottiglia dove l’uno uccide l’altro morendo a sua volta.
Oltre ad Albert Einstein un’altra storica ed importante figura verrà indirettamente citata alla fine del film, quella di J. F. Kennedy che votò a favore di Oppenheimer nel processo che lo riguardava, il quale dirà, nel suo futuro da Presidente:“L’umanità dovrà porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità”, e mai come oggi queste parole risuonano tristemente profetiche.

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