“E noi come stronzi rimanemmo a guardare”: la pellicola di Pif tra alienazione e disperazione

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“E noi come stronzi rimanemmo a guardare” è la terza pellicola diretta da Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, uscita su Sky lo scorso novembre e attualmente disponibile su Prime Video. La pellicola di Pif, alla cui sceneggiatura ha partecipato anche Michele Astori, non ha minimamente catturato l’attenzione della critica italiana forse pagando lo scotto di presentarsi come la solita commedia divertente con Fabio De Luigi. De Luigi, invece, affiancato da Ilenia Pastorelli, è proprio la carta vincente del film che, con le sue espressioni e il suo volto simpatico, riesce a rendere credibile il personaggio di Arturo Giammarresi restando in perenne equilibrio tra comicità e disperazione.

Pif, reporter investigativo e divulgatore televisivo, ha un occhio attento verso tutto ciò che riguarda la realtà contemporanea e nel film la estremizza presentandoci un presente distopico, ma non troppo, in cui gli “algoritmi” hanno il pieno controllo della nostra vita deumanizzando il tutto. Nel film si parla di ipertecnologia e cannibalismo tecnologico, di app, di condizioni di lavoro svilenti, di globalizzazione e di sfruttamento.

Arturo è un manager alla soglia dei cinquant’anni che, di punto in bianco, si ritrova senza lavoro. In un mondo lavorativo che non lascia spazio ai cinquantenni, Arturo, approda alla multinazionale “Fuber” che propone un lavoro indipendente e libero dagli schemi. Il cinema internazionale da cui Pif attinge è chiaramente visibile: si parte da “Blade Runner 2049“, “Play Time”, cita “Ladri di Biciclette” e “Hair” mentre, per quanto riguarda l‘alienazione lavorativa, non si può non cintare “Tutta la vita davanti” o “Sorry we missed you”. L’ingresso in azienda con file chilometriche di dipendenti-zombie in abiti monocromatici che si apprestano al riconoscimento facciale ha anche, però, un qualcosa di fantozziana memoria che, inevitabilmente fa sorridere.

Per quanto riguarda la rappresentazione delle relazioni amorose il richiamo è alla grande pellicola del 2013 “Her”di Spike Jonze.

Il film si presenta con una buona fotografia e un buon montaggio, arricchito da musiche che al contempo si ricollegano alla grande cinematografia internazionale. La sceneggiatura funziona bene e cattura lo spettatore che resta sempre con una risata strozzata in gola. Brava anche Ilenia Pastorelli che, dopo il successo in “Lo chiamavano Jeeg Robot”, si è ufficialmente affermata.

Il titolo del film “E noi come stronzi rimanemmo a guardare” è tratto da una citazione di Andrea Camilleri che Pif ha così spiegato: “Se noi rimaniamo a guardare lo stato di degrado del sistema lavorativo attuale, sia italiano che globale, finirà che i nostri figli ci diranno proprio questo: siamo in queste condizioni perché voi come stronzi siete rimasti a guardare.” Frase che fa ripetere pochi minuti prima della fine del film a Maurizio Marchetti nei panni di Jean-Pierre.

Un film che merita la visione e che si conclude con un’importante riflessione.

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