“Belli Ciao” di Pio e Amedeo: la risata assicurata che poggia sui cliché

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Il duo comico foggiano Pio e Amedeo, dopo il successo e le annesse critiche che li hanno accompagnati negli ultimi anni, ritornano al cinema con un nuovo film diretto da Gennaro Nunziante “Belli Ciao” in sala dal 1 gennaio 2022 che, attualmente, vanta un discreto incasso di 998,942 €.

Pio D’Antini e Amedeo Grieco, all’anagrafe, si sono sempre contraddistinti per la loro comicità fuori dagli schemi più buonisti: una comicità molto lontana dal politicamente corretto che, per questo, non sempre piace a tutti.

Sul grande schermo, però, Pio e Amedeo, abbandonano le solite battute a sfondo sessista o razzista per sondare un terreno già sufficientemente battuto da altri, ovvero, le differenze tra il nord e il sud Italia.

Cosa succede ad un’inseparabile coppia d’amici quando, post diploma, uno dei due si trasferisce al nord in cerca di un futuro e di una carriera migliore? Succede che, effettivamente, l’emigrato ottiene successo, mentre l’altro si accontenta di una vita modesta in un ormai paesino abitato solo da anziani. Ma il successo di Pio, diventato un famoso imprenditore, si regge però sulla truffa e sulla bancarotta. Ecco che spunta uno dei primi luoghi comuni: un meridionale al nord può realmente ottenere successo senza cercare di arricchirsi a discapito degli altri? A questo giro sembra di no.

Questo, purtroppo, non è il solo luogo comune del film: si parlerà anche del piatto agli aperitivi la cui abbondanza sarà inversamente proporzionale al tempo trascorso nella City. Milano è, ancora una volta, una città grigia, anaffettiva, dedita al lavoro maniacale, agli ape delle 18 e coperta da una fitta coltre di smog.

Un film che rimarca eccessivamente la solita scissione che, se all’epoca dei film di Alessandro Siani come “Benvenuti al Sud” o “Benvenuti al Nord” poteva ancora risultare simpatica, adesso a distanza di più di dieci anni, il cinema e la comicità ha bisogno di esplorare strade diverse e non ancora battute. Far ridere, come diceva anche Palazzeschi è sicuramente più complicato del far commuovere, ma noi crediamo fortemente che non sia sempre tutto riducibile alle solite banalità.

Se, però, ci soffermiamo su una lettura più superficiale e inseriamo “Belli Ciao” nella leggera e disimpegnativa filmografia natalizia, allora il film risulta godibile, lineare e che, comunque, riesce a far sorridere quello spettatore che non sente l’esigenza di andare oltre in quel momento.

La fotografia è buona ma la sceneggiatura asfittica e la trama non lascia spazio a colpi di scena.

Un finale prevedibile, e nemmeno molto chiaro con quale buco narrativo, lascia lo spettatore con la consapevolezza di aver guardato un film piacevole che, di certo, non rimarrà nella sua memoria ma come dice lo stesso titolo “Belli Ciao” vuole essere un saluto leggero a tutti gli italiani che, in un momento non proprio felice, forse hanno solo bisogno di una risata leggera,

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