“La Ruota del Tempo”: il ciclo di romanzi di Jordan diventa una serie evento targata Prime Video

Il genere fantasy, dopo il successo mondiale de “Il Signore degli Anelli”, è diventato uno tra i generi preferiti dagli spettatori e, Amazon Prime Video, in attesa proprio del prequel sul “Signori degli Anelli” e per colmare il vuoto lasciato da “Game of Thrones”, ha investito in una nuova serie per la quale è già prevista una seconda stagione.

Stiamo parlando de “La ruota del tempo” rilasciata in piattaforma il 19 novembre scorso. Si tratta di una seria articolata in 8 puntate ( 3 già disponibili), che verranno rilasciate ogni venerdì fino al 24 dicembre, ideate da Rafe Lee Judkins che ne cura anche la sceneggiatura.

“La ruota del tempo”, però, non è affatto un titolo sconosciuto agli amanti del fantasy. Si tratta, infatti, di una trasposizione cinematografica del ciclo di romanzi omonimi di Robert Jordan e Brandon Sanderson. Si tratta di 14 romanzi, di circa 800 pagine ciascuno, scritti nell’arco di vent’anni e che, quindi, sono ricchi di materiale per offrire agli spettatori una serie che duri nel tempo e che li tenga col fiato sospeso per questo, la speranza di Amazon, è quella di creare un prodotto quanto più vicino possibile al successo di “Game of Thrones”.

Le prime tre puntate, dalla durata di circa 50 minuti ciascuna, sembrano promettenti e hanno sicuramente il merito di immergere lo spettatore immediatamente nella storia senza troppi giri di parole.

Ci troviamo in un futuro post apocalittico e non nell’amato medioevo come si potrebbe pensare, infatti, dalle prime immagini iniziali notiamo resti e macerie di quelli che un tempo furono i nostri grattacieli. Tutta la narrazione si base sul concetto, come dice il titolo, di ruota del tempo: la ruota gira e con essa tempi ed epoche si susseguono per intere ere. Al momento della storia siamo nella Terza Era, mentre il nostro attuale presente apparterrebbe alla Prima Era (questo passaggio di Ere implica ben almeno due eventi catastrofici che hanno costretto l’umanità a retrocedere nelle epoche e a ripartire da zero).

Nell’epoca della narrazione la magia esiste ma è appannaggio di gruppi ristrette di persone come ad esempio le Aes Sedai ovvero donne che riescono a dominare l’unico potere che è alla base dei movimenti del mondo. Ovviamente, come in ogni storia che si rispetti, bene e male si fronteggiano in campo aperto: da un lato le Aes Sedai con i loro custodi e le donne sapienti, dall’altro il signore delle tenebre, chiamato Tenebroso, con i suoi eserciti che per nome e costume non può non . Le due schiere hanno però un obiettivo comune: trovare il drago rinato, colui che ha il potere di salvare l’umanità oppure distruggerla per sempre. Anche in quest’epoca il drago è rinato ancora una volta, anche se non si sa se sia uomo o donna.

La Aes Sedai Moiraine, interpretata dal volto noto di Rosamund Pike (che tra l’altro ha partecipato attivamente alla produzione) approderà nel villaggio dei Fiumi Gemelli dove vivono quattro giovani: uno dei quali potrebbe essere il Drago Rinato. L’intuizione si rivela giusta e, infatti, il piccolo villaggio subisce l’assedio di un esercito di Trolloc mandati da il Tenebroso. A battersi contro le Aes Sedai, oltre il Tenebroso, ci sono anche i Manti Bianchi che, nel nome della luce, danno la caccia a queste donne per torturarle e poi arderle al rogo.

La magia e i mostri terrificanti si mischieranno con diverse storie d’amore, come quella che lega Egwene e Rand.

La sceneggiatura è volutamente scarna, perché, tutta la serie si regge sull’azione ma, in compenso, la scenografia e la fotografia sono sublimi già a partire dalla sigla (complice il 4k).

“La Ruota del tempo” con il suo carico di magia, intrighi e amore riuscirà a diventare realmente il nuovo “Game of Thrones”?

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