“Blackout love” la commedia di Francesca Marino sulla parità di genere

“Blackout love”, disponibile da pochi giorni esclusivamente su Prime Video, segna l’esordio dietro la macchina da presa di Francesca Marino che, dopo due corti ben accolti (“Knockout “e “L’Uomo senza paura“)ci delizia con un lungometraggio che sovverte stereotipi e cliché.

Da sempre il cervello umano viene paragonato ad una macchina e, come tale, potrebbe subire un blackout. Valeria, interpretata dalla sublime Anna Foglietta, dovrà fare i conti col blackout del suo amato Marco e cercare di adoperare il suo cortocircuito per mettere a segno la sua vendetta “romantica”.

La pellicola, che presenta tutti gli elementi fondamentali di una classica commedia all’italiana, in realtà va ben oltre il classico e la Marino riesce a mettere in scena una commedia leggera e davvero sorprendente. I solti cliché cascano: è Valeria a mettere in atto un tradimento, seppur parziale, è Valeria a non volere figli ed è sempre lei a mettere in scena un meccanismo (ritenuto dai benpensanti “tipicamente maschile”) di “amore usa e getta” paragonando gli uomini ad una fettina di petto di pollo che non deve essere lasciata troppo a lungo nel freezer. Ad avvalorare questo ribaltamento dei ruoli c’è il bellissimo discorso di Giulio (interpretato da Giancarlo Commare visto anche in “Maschile singolare”): è l’uomo che, dopo una notte di sesso, cerca disperatamente la donna alla quale rivolge il tipico discorso che, di solito, siamo abituati ad attribuire alle donne,

Parità di genere, dunque, è la parola che nella pellicola di Francesca Marino regna sovrana dove incontriamo uomini che piango, che si innamorano e che fanno i conti con le loro umane insicurezze. Una pellicola che di certo non ha paura di sbalzare dal piedistallo le donne che dal film ne escono imperfette, fragili e innamorate proprio come sono nella vita di tutti i giorni. Ma “Blackout love” non è solo un film sulla parità di genere ma anche un romanzo di formazione in cui la protagonista Valeria, dopo una serie di peripezie perlopiù psicologiche che la costringeranno a rivivere il trauma di mettere via gli oggetti dell’uomo che ama per ben due volte, arriverà alla piena maturità.

La bravura della regista consiste soprattutto nell’essere in grado di mescolare commedia, sentimentalismo e psicologia senza mai andare fuori traccia riuscendo a strappare sorrisi ma anche profonde riflessioni.

Oltre Anna Foglietta nel cast compaiono Alessandro Tedeschi nel ruolo del bel pilota di aerei Marco, Barbara Chicchiarelli che ci regala un altro bel ruolo dopo quello epico in “Favolacce”, Alessio Praticò e Anna Bonaiuto che con il personaggio di Rosemary dà voce ad un altro tema importante, ovvero quello del diritto alla sessualità anche quando non si è più giovanissimi.

Il film, oltre che per una bella fotografia e una sceneggiatura che scorre alla perfezione, si distingua anche per le colonne sonore che spaziano dal rock degli intramontabili Kiss al tenerissimo brano di Vinicio Capossella “Non e l’amore che va via” e alla delicata dolcezza di ballate francesi.

Tra risate, pianti, tenerezze e dispetti, Francesca Marino con “Blackout love” ci regala una nitida trasposizione moderna del catulliano “Odi et amo”, due facce della stessa medaglia dalle quali non si prescindere e che ci fa capire quanto l’amore sia imperfetto ma inevitabilmente motore di vita.

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