“Si vive una volta sola”: l’ultimo film di Carlo Verdone

“Si vive una volta sola” è l’ultimo film di Carlo Verdone, targato Luigi e Aurelio de Laurentiis, distribuito da Prime Video. Il film, atteso già nell’inverno scorso, ha potuto incontrare il grande pubblico solo pochissimi giorni fa piazzandosi subito tra i film più visti nelle ultime settantadue ore. Sicuramente merito di una vasta fetta di pubblico affezionata ad uno dei personaggi iconici degli anni Ottanta. Inutile dire che il Verdone di “Troppo Forte”, “Bianco, Rosso e Verdone” e “Un Sacco Bello” non esiste più. Giusto e necessario, d’altronde, evolversi ma a questo punto notare un processo involutivo è inevitabile.

Il film, dalla durata di 105 minuti, regge su una trama banale e molto simile ad “Amici miei”: anche questa volta, al centro della vicenda quattro amici storici che, tra un cambio turno e uno scherzo al povero Arturo, rendono più sopportabili le loro giornate in sala operatoria. Potrebbe sembrare interessante, o almeno piacevole, se non fosse che gli scherzetti realizzati ai danni del povero malcapitato siano davvero incapaci di strappare un sorriso. La storia, prevedibile sin dai primi minuti, poggia su un’esasperazione continua di luoghi comuni che vanno dal tradimento attuato dal macho spagnolo di turno (Sergio Muniz) ai danni della stereotipata quarantenne alla giovane mantenuta da un vecchio imprenditore.

Le potenziali storie non vengono ampliate o sfruttate ma solo fotografate fugacemente: non si capisce, infatti, il rapporto tra Umberto (Carlo Verdone) e la giovane figlia, non viene analizzato il conflitto che è alla base del matrimonio tra Corrado e la moglie e la stessa vicenda dell’operazione al Santo Padre rimani lì, appesa, senza riuscirne a capire la funzione.

Le sceneggiatura è piuttosto lenta, a tratti perfino noiosa, che si sforza di far ridere con qualche battuta sbiascicata in romano che, ahimè nemmeno sortisce alcun effetto. Una nota di merito sicuramente al montaggio ben fatto e ad una bella fotografia che esalta il paesaggio naturale pugliese da Polignano ad Otranto.

Quello che dispiace sicuramente è vedere un cast valido, nel quale compaiono anche Anna Foglietta ,Max Tortora e Rocco Papaleo non sfruttato a pieno nelle sue potenzialità.

“Si vive una volta sola”, dunque, rimane un film ibrido a metà strada tra commedia e road movie con un finale sbrigativo e insoddisfacente.

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