
La tematica degli “Amori Tossici” è, purtroppo, ancora attuale e le storie di persone inconsapevolmente prigioniere di simili amori non sani che, a primo sguardo sembrano sempre grandi, forti e travolgenti, non sono affatto poche.
Il Dr. Silvestro Lo Cascio, psicologo e psicoterapeuta da anni impegnato nello studio di personalità affette da disturbi antisociali e psicopatici, nel suo ultimo lavoro “Innamorarsi di uno psicopatico. Le relazioni amorose patologiche in psicoanalisi e nel cinema” (edito da Alpes nel 2019) cerca, e possiamo dire “riesce con grande maestria” a districarsi in un terreno così fragile e delicato. Su questa linea era anche il suo precedente lavoro del 2018 “Mi innamoro solo degli psicopatici” ma è nell’ultimo lavoro, che per organizzazione risulta simile ad un piccolo trattato, che il Dr. Lo Cascio approda ad un livello davvero alto mettendo al vaglio le diverse tipologie di relazioni insane che affondano le loro radici in psicopatie, narcisismo e masochismo.
Il testo ha particolarmente attirato la nostra attenzione perché, oltre a far luce su tematiche sottili e interessanti che possono celatamente riguardare molti rapporti di coppia, l’autore si serve di due arti a noi molto care: la letteratura ed il cinema. L’autore, infatti, oltre a dare un quadro generale, ma non superficiale, di quali sono i comportamenti e gli atteggiamenti che possono far rientrare una persona nella definizione di “psicopatico” e sottolineare l’importanza dell’età infantile per lo sviluppo della personalità adulta, corrobora le sue tesi con esempi lampanti tratti dal terreno fertile della letteratura, come ad esempio il Riccardo III di Shakespeare, e dal mondo cinematografico.
Che il rapporto tra il cinema e psicoanalisi sia strettissimo è risaputo ai più: il cinema, infatti, attraverso l’attivazione dei neuroni a specchio provoca nello spettatore meccanismi identificativi che lo portano ad immedesimarsi con i protagonisti della vicenda filmica e, quindi, trarre esempi dal mondo della Settima Arte è, sicuramente, una scelta vincente. Lo Cascio si soffermerà su storie di donne tratte da esempi cult della storia del cinema: incontreremo Irina de “La sconosciuta” di Giuseppe Tornatore, Lee l’indimenticabile protagonista di “Secretary” di Steven Shainberg (archetipo del più celebre ma meno delicato “Cinquanta Sfumature”), Maria-Antoniette di “Mon Roi” di Le Besco e, tra altre ancora, Marion di “La mia droga si chiama Julie” del maestro Truffaut.
Per questo “Innamorarsi di uno psicopatico” è un testo che può soddisfare diversi tipi di lettori e che si presta a diversi livelli di lettura da quella più superficiale ad un’analisi attenta. Una lettura, quindi, immancabile per i bibliofili/ cinefili in cerca di nuovi spunti di riflessione.
