
“Gli ultimi saranno gli ultimi” è il film del 2015 diretto dal regista, sceneggiatore, attore e commediografo romano Massimiliano Bruno; il cui successo dietro la macchina da presa è stato confermato lo scorso anno con la pellicola “Non ci resta che il crimine” di cui quest’anno è previsto il sequel “Ritorno al crimine”. Bruno è un poliedrico dalla spiccata comicità che riesce a trattare con estrema delicatezza, e un filo di ironia, le tragiche vicende di un’Italia ormai schiacciata dalla crisi senza ingabbiarsi nei classici cliché. Il film si è meritato due candidature ai Nastri d’Argento e una per il David di Donatello; incassando al Box Office 2,5 milioni di euro.
Il film, ambientato ad Anguillara, segue parallelamente le vicende di due protagonisti: Luciana, interpretata dalla bravissima Paola Cortellesi e Antonio interpretato da Fabrizio Bentivoglio. Le loro vite si sfiorano fino ad intrecciarsi in un epilogo che sfiora la tragedia. Due universi diversi ma accomunati da una silenziosa ribellione nei confronti di un sistema scorretto e opprimente. Due modi diversi di affrontare la vita che esploderanno nello stesso momento come pentole a pressione. Oltre la Cortellesi e Bentivoglio, nel cast troviamo Alessandro Gassman nei panni di Stefano, marito di Luciana e disoccupato storico con velleità imprenditoriali, Ilaria Spada, Maria di Biase, Marco Giuliani, Emanuela Fanelli, Irma Carolina di Monte e Stefano Fresi. Volti noti del cinema italiano che conferiscono unicità e credibilità ai loro personaggi e alle loro vite ai margini.
“Gli ultimi saranno gli ultimi”, che parte come una classica e brillante commedia all’italiana, resta in perenne bilico tra la commedia e dramma in cui i protagonisti sono funamboli sempre sull’orlo di precipitare che saranno abili nello spiccare il volo al momento giusto. Ma, in fondo, cosa distingue una commedia da una tragedia?
Non mancheranno momenti esilaranti e di comicità brillante tutta nostrana, merito soprattutto di un gagliardo Alessandro Gassman. Il vero leone è però Paola Cortellesi che riesce ad emozionare con la trasformazione del suo personaggio.
Un film, dunque, ben fatto con una regia completamente asservita ai personaggi e una sceneggiatura solida e ben strutturata. Da vedere, quindi, per riflettere e sorridere dinanzi alla meravigliosa imprevedibilità della vita.
