
In principio c’erano Sandra e Raimondo: una camera da letto, un divano, qualche battibecco e una rituale buonanotte che è rimasta impressa nell’immaginario collettivo italiano. Oggi, invece, la vita di coppia in TV passa anche attraverso WhatsApp, notifiche intrusive e gelosie digitali. Con l’arrivo di Love Bugs 2025, interpretato da Brenda Lodigiani e Michele Rosiello, si apre un nuovo capitolo per la sitcom italiana, che guarda al passato—e in particolare a Casa Vianello—per capire come sono cambiate le relazioni, i ruoli e la comicità.

Quando Casa Vianello debuttò alla fine degli anni ’80, portò sul piccolo schermo una formula semplice ma perfettamente riconoscibile: marito e moglie alle prese con le piccole frizioni quotidiane.
Raimondo, placido e imperturbabile; Sandra, esplosiva e lamentosa; la tata a fare da terzo incomodo domestico.
Era una sitcom costruita su ruoli cristallizzati e rassicuranti: il marito burbero, la moglie gelosa, la famiglia come centro nevralgico delle gag. Tutto si svolgeva in casa, in un ambiente domestico che replicava quello dello spettatore. Le dinamiche erano chiare: equivoci, gelosie, incomprensioni e, soprattutto, routine. Una routine così forte da diventare “cult”, tanto che ancora oggi “Che noia, che barba!” è un tormentone trasmesso di generazione in generazione.
Quella sitcom raccontava una coppia analogica, radicata in una società dove i ruoli erano definiti e il tempo scorreva lento.

Il nuovo Love Bugs conserva la struttura agile e modulare: episodi brevi, sketch leggeri, ritmi serrati. Ma la coppia Lodigiani–Rosiello porta in scena un universo completamente diverso con elementi da rom-com:sentimenti, fragilità contemporanee, identità di coppia più fluide. Lui, romantico ma legato alla sua famiglia; lei, vivace, istintiva, un mix di energia e insicurezze moderne.
La casa esiste ancora, ma non è più il centro assoluto: il mondo digitale entra, invade e altera gli equilibri. Ed è proprio questo a generare i nuovi “bug”. A rendere immediato il confronto con una delle sitcom più longeve del panorama televisivo italiano, non è solo la struttura del format, ma anche le scelte di scenografia e ambientazione che predilige li spazi domestici e l’utilizzo di personaggi fuori campo come la mamma di Brenda. In Casa Vianello, infatti, c’erano figure che non comparivano fisicamente in scena ma che venivano comunque nominate o interagivano con Sandra e Raimondo, la più famosa di tutte indimenticabile signora Virgola.
Da Casa Vianello a Love Bugs, il punto di forza resta lo stesso: raccontare ciò che succede a tutte le coppie, rendendo universali conflitti minuscoli ma autentici. Entrambe le sitcom funzionano con episodi autoconclusivi e sketch veloci: perfetti per cogliere lampi di verità relazionale. Resta anche la complementarietà dei protagonisti con una Brenda più emotiva e un Michele razionale. La sitcom del 2025 mostra personaggi più sfumati, meno intrappolati in stereotipi. La gestione della casa, delle emozioni e delle responsabilità è più condivisa, più “disordinata”, più reale.
Evidente e interessante il passaggio dal mondo analogico dei Vianello a quello digitale di Love Bugs dove l’incomprensione e la lite non nasce solo dal piccolo microcosmo domestico ma anche dall’invadente mondo digitale. Eppure l’amore inciampa sempre negli stessi difetti e la forza di entrambi i format è proprio mostrare l’eterno ripetersi delle piccole guerre quotidiane: chi cucina, chi sbaglia, chi si dimentica gli anniversari, chi si finge superiore nelle discussioni.
Cambiano i tempi, non il cuore umano.
Love Bugs 2025 non è un nostalgico tentativo di ripetere il passato. È la fotografia dell’amore contemporaneo, con le proprie nevrosi e ossessioni, che guarda al passato per capire dove siamo arrivati.
E in questo confronto, Casa Vianello rimane un prezioso riferimento: non solo una sitcom del passato, ma un punto di partenza per raccontare come, dietro le porte delle case italiane—e oggi dentro gli smartphone—la coppia continui a essere il luogo più imprevedibile e più comico di tutti.
