Addio a Claudia Cardinale, l’attrice dalle oltre 150 vite

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Si è spenta oggi, 23 settembre, all’età di 87 anni, a Nemours, nei pressi di Parigi, Claudia Cardinale, una delle più grandi attrici del cinema italiano e mondiale.
Nata in Tunisia da famiglia siciliana, Cardinale cominciò la sua carriera dopo aver partecipato a un concorso di bellezza nel 1957, che la portò fino al Festival del Cinema di Venezia.  La sua è una storia fatta di talento, fascino e forza, talvolta anche di difficoltà personali, che non hanno mai spento la sua passione per la recitazione.

Con più di 150 fra film internazionali, produzioni europee, apparizioni teatrali e televisive, è diventata emblema del cinema degli anni ’60 e ’70, capace di interpretare ruoli intensi e variegati, lavorando con registi come Federico Fellini, Luchino Visconti, Sergio Leone, Werner Herzog.


Nel corso della sua carriera, alcuni titoli restano scolpiti nella memoria come pietre miliari del suo percorso artistico:

“8½” di Federico Fellini (1963): uno dei capolavori assoluti del cinema, in cui Cardinale interpreta un personaggio che contribuisce a creare il mondo visionario e complesso del regista.

“Il Gattopardo” di Luchino Visconti (1963): con Burt Lancaster e Alain Delon, interpreta Angelica, nella celebre rappresentazione della decadenza e della trasformazione dell’aristocrazia siciliana.

“C’era una volta il West” (“Once Upon a Time in the West”) di Sergio Leone (1968): uno dei più grandi western europei, dove Claudia Cardinale lascia il segno con il suo personaggio forte, sensuale, drammatico.

“The Pink Panther” (“La Pantera Rosa”): pur essendo un film con toni più leggeri, la sua partecipazione lo arricchisce di fascino.

Questi film sono soltanto alcuni esempi della versatilità della Cardinale, capace tanto nei ruoli d’autrice quanto in quelli popolari, mantenendo sempre autenticità, carisma e una presenza magnetica sullo schermo.

Claudia Cardinale non è stata soltanto un volto bello e celebre, ma un simbolo. Di bellezza mediterranea, certo, ma anche di dignità femminile, di abilità di attraversare epoche, lingue, culture cinematografiche, restando sempre protagonista. La sua voce roca, il suo sguardo intenso, la sua capacità di emozionare restano un patrimonio che il mondo del cinema custodirà per sempre.

In queste ore molti ricordano la sua forza: una donna che ha vissuto “più di 150 vite” attraverso i personaggi che ha interpretato, come lei stessa amava dire.

Oggi il cinema piange una diva. Il lutto è per le sue figlie, per la famiglia, per i colleghi, per i fan. Ma il suo ricordo vive nei film, quelli che abbiamo guardato con lei e quelli che ancora guarderemo.

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