Dantedì 2024: L’Italia celebra il Sommo Poeta

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Il 25 marzo, come ogni anno, si celebra il Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, padre della lingua italiana e autore della Divina Commedia. La data del 25 marzo non è casuale ma coincide con l’inizio del viaggio ultraterreno di Dante, narrato nell’Inferno e iniziato il venerdì Santo del 1300.

Il Dantedì è un’occasione per riflettere sull’attualità del pensiero di Dante e sulla sua opera indimenticabile, ricca di insegnamenti morali e civili che, ancora oggi, è fonte di ispirazione per molti.

In un periodo di incertezza come quello che stiamo vivendo, il messaggio di speranza e di fiducia di Dante, riassumibile nel celebre e magnifico verso “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, (Inferno XXXIV, 139) può essere un faro per le nuove generazioni.

Ricordare il Sommo Poeta significa anche compiere un viaggio, non solo all’interno della propria anima, ma anche nel patrimonio storico, artistico e culturale italiano per celebrare, attraverso la “Divina Commedia”, capolavoro invidiato in tutto il mondo, le nostre radici.

Dante, infatti, con la sua opera continua ad essere un ponte tra il passato e il futuro che con la sua etica, i suoi principi e il suo amore per la città di Firenze può incentivare i più giovani a non arrendersi e a lottare per le cose in cui credono proprio come lui che ha sempre creduto e sperato in un possibile ritorno a Firenze dopo il lungo esilio.

Ma Dante Alighieri non è solo il Sommo Poeta dal profilo austero autore delle iconiche tre cantiche. Memorabili, poetici, dolci e delicati i sonetti scritti dal giovanissimo Dante e confluiti nella “Vita Nova” da dove emerge un giovane innamorato che vive sentimenti ed emozioni tipici della giovinezza tra i quali ognuno di noi può sempre ritrovarsi.

Per celebrare il Dantedì 2024, sono previsti eventi in tutta Italia. A Ravenna, città dove Dante è stato esiliato, dove morì nel 1321 e dove è attualmente sepolto, si terranno letture pubbliche, mostre e convegni. A Firenze, città natale del poeta, si svolgerà la tradizionale Lectura Dantis, quest’anno affidata al critico letterario Carlo Ossola.

Dante e il Cinema: Un connubio affascinante e complesso

Un’attrazione irresistibile: Fin dalle origini del cinema, il fascino immortale della Divina Commedia e del suo autore, Dante Alighieri, ha esercitato un’attrazione irresistibile sui registi di tutto il mondo. La vastità della sua opera, ricca di immagini vivide, drammaticità e spunti di riflessione universale, si presta come una fonte inesauribile di ispirazione per la settima arte.

Le prime pellicole: Già nel 1907, con la pellicola americana “Francesca da Rimini” della Vitagraph, il cinema muto iniziò ad esplorare l’universo dantesco. Il personaggio di Francesca, tratto dal V canto dell’Inferno, divenne uno dei più rappresentati nella storia del cinema.

Sfide e interpretazioni: Dare vita alle visioni di Dante, con la sua complessità letteraria e simbolica, non è un’impresa facile. Le diverse interpretazioni registiche hanno portato a una varietà di approcci, dai film muti con didascalie alle versioni più moderne con effetti speciali e CGI.

Inferno, Purgatorio e Paradiso: L’Inferno, con la sua carica di terrore e immaginazione, ha ispirato il maggior numero di adattamenti. Tra i più noti ricordiamo “L’Inferno” di Francesco Bertolini e Adolfo Padovan (1911), con i suoi innovativi effetti speciali per l’epoca, e “Inferno” di Dario Argento (2013), con una visione più moderna e cruenta.

Purgatorio e Paradiso: Meno rappresentati, ma non per questo meno significativi, sono i film ispirati al Purgatorio e al Paradiso. Il “Purgatorio” di Umberto Barbaro (1935) si distingue per la sua fedeltà al testo dantesco, mentre “Paradiso” (1988) di Andrzej Wajda offre un’interpretazione più spirituale e filosofica.

Dante oltre la Commedia: La figura stessa di Dante e la sua vita travagliata hanno affascinato il cinema. Tra i film biografici ricordiamo “Il Poeta e la Musa” (1924) di Gerolamo Lo Savio e “Dante” (2008) di Pupi Avati.

Influenze e omaggi: La presenza di Dante nel cinema non si limita ai film direttamente ispirati alla sua opera. La sua influenza si può rintracciare in diverse pellicole, anche in maniera sottile, attraverso citazioni, allusioni e atmosfere evocative.

Un dialogo continuo: Il rapporto tra Dante e il cinema è un dialogo in continua evoluzione. Nuove generazioni di registi continuano a confrontarsi con la sua opera, trovando nuove chiavi di lettura e spunti di riflessione per un pubblico sempre più ampio.

I film più recenti:

  • “Dante. Fuga dagli Inferi” (2022): un film d’animazione che ripercorre la discesa di Dante all’Inferno con uno stile moderno e avventuroso.
  • “The sky over Kibera” (2019): un film keniota che usa la Divina Commedia come struttura narrativa per raccontare la vita in una baraccopoli di Nairobi.

L’opera di Dante Alighieri siamo certi che continuerà ad ispirare il cinema per molti anni a venire. La sua vastità e profondità offre un terreno fertile per la creatività e la riflessione, ponendo interrogativi universali sulla natura umana, il bene e il male, la vita e la morte.

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