“Questo mondo non mi renderà cattivo”: la nuova serie firmata Zerocalcare

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È uscita su Netflix lo scorso 9 giugno la nuova serie firmata da Zerocalcare “Questo mondo non mi renderà cattivo” che, in pochissime ore, si è piazzata al primo posto della top ten dei prodotti più visti.
Una sfida difficile, come confessato dallo stesso Zero, all’anagrafe Michele Rech, realizzare una serie all’altezza del primo “Strappare lungo i bordi” che, seppur aveva diviso il pubblico, ne aveva comunque conquistato la maggior parte.
“Questo mondo non mi renderà cattivo”, più che una promessa, è un potente monito che il protagonista, e noi proprio come lui, ripetiamo continuamente quando il mondo cerca in tutti i modi di sporcarci e di renderci degli odiatori seriali.

Protagonisti di questa seconda serie sono ancora l’inseparabile trio composto da Zero, Secco e Sarah, trio inseparabile che tiene botta nonostante la vita cerca di separarli.


Un nuovo amico si aggiungerà alle vicende dei tre: si tratta di Cesare, giovane di origini sarde, che torna nell’anonimo quartiere di periferia dopo un ventennio trascorso in un centro di riabilitazione.
Se in “Strappare lungo i bordi” amicizia e amore erano le vicende principali della narrazione questa volta, il fumettista romano, osa di più portando al centro del suo racconto una situazione attualissima: cosa succederebbe se il piccolo quartiere dimenticato da tutti fosse scelto come destinazione per ospitare 30 migranti? La reazione non è inimmaginabile e le fazioni tornano a formarsi. Da un lato i nazisti dall’altro gli attivisti.

L’uso della parola “nazisti”, proprio come ha affermato l’autore, è stata volutamente scelta contro il termine “fascisti”, in quanto, più potente e immediatamente collegata all’abominio dei campi di sterminio e alla persecuzione ebraica.
Il monito sarà sempre lo stesso: “Questo mondo non mi renderà cattivo” nonostante sembra faccia l’impossibile per mettere uomo contro uomo.
Zero, anche questa volta, sarà accompagnato dalla sua coscienza sotto forma di simpaticissimo Armadillo con la voce di Valerio Mastrandrea che regalerà i momenti più comici, insieme all’indimenticabile frase di Secco: “Annamo a pigliá er gelato?”.


Rispetto alla prima serie, in questo secondo e riuscitissimo tentativo, l’autore si schiera maggiormente e la sua critica alla società attuale diventa irriverente e pungente: dalle fazioni politiche mai sopite (perché i nazisti, purtroppo, non esistono solo nei libri di storia), al mondo del precariato di cui Sarah diventa interprete, ai sogni che si infrangono prepotentemente contro la realtà, alla forza necessaria per rimanere a galla in un mondo che vuole tirarti a fondo, alla critica spietata ad un sistema manipolatore in cui i giornalisti vengono rappresentati come iene pagate per disinformare, ad uno Stato che, dopo averti riabilitato come nel caso di Cesare, continua a tenerti ai margini. E, in questo clima di insoddisfazione e ingiustizia, si finisce per abbracciare cause e partiti e, i famosi 30 migranti, diventano mezzo e strumento per alimentare una guerra di tutti contro tutti.
L’amicizia però è un potente antidoto, un porto sicuro nel quale rifugiarsi ma, soprattutto, a vincere su tutto è il concetto di “fedeltà a se stessi”, ai propri ideali tra cui spicca quello di “Non lasciare indietro nessuno” e “Procedere sempre al passo del più lento”. Una serie in cui la soluzione, un pò come nella famosa canzone di Fabrizio de Andrè “Nella mia ora di libertà” arriva grazie al passaggio dall’ “io” al “noi”: solo insieme si possono ottenere risultati concreti.

La penna e la matita di Zerocalcare, ormai sono super riconoscibili grazie ad una capacità dialettica invidiabile e ai continui rimandi e citazioni cinematografiche tra cui spiccano “Bridgerton”, “Stranger Things”, “X-Files”, “Interstellar”, e addirittura “Don Matteo”. Anche le musiche, che accompagnano i sei episodi di “Questo mondo non mi renderà cattivo”, sono state scelte con cura, a partire dalla sigla, diventando parte integrante della narrazione.

“Questo mondo non mi renderà cattivo” è una serie che merita assolutamente di essere vista che arriva potente come un cazzotto alla bocca dello stomaco e, in un certo senso, fa sentire meno soli un’intera generazione a cui era stato promesso un futuro che non sembra arrivare.

Michele Rech è, senza dubbio, una della voci più importanti della nostra contemporaneità.

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