
E’ disponibile su piattaforma Netflix la prima serie italiana dedicata al Natale. Si tratta di “Odio il Natale”, firmato dalla regia di Davide Mardegan e Clemente De Mauro con la bella Pilar Fogliati nel ruolo di Gianna. In realtà, però, l’idea non è proprio made in Italy, in quanto, si tratta di un remake del prodotto norvegese “Natale con uno sconosciuto”, anch’esso disponibile su Netflix.
Nella serie, composta da sei puntata di circa 30 minuti ciascuna, si batte il territorio già ampiamente battuto della trentenne single in crisi per la cena di Natale dove, anche quest’anno, sarà costretta a presentarsi da sola e, per questo, condannata dalla madre a sedere al tavolo dei bambini. La protagonista, sebbene sia bella, simpatica e dolcissima, dopo la separazione dall’ex non riesce più a trovare l’uomo giusto avendo persino dimenticato il modo con cui approcciarsi ad un uomo. La simpatia della protagonista, i suoi modi goffi, non possono non far a tornare alla mente l’icona per eccellenza della trentenne single, l’indimenticabile e inimitabile Bridget Jones.

Gianna, immersa nella ricerca disperata di un fidanzato entro Natale, non è sola. Avrà al suo fianco la sorella Margherita (Fiorenza Pieri), e le amiche Titti ( Beatrice Arnera) e Matilde (Marzia Ubaldi). Ogni donna sarà contraltare dell’altra ognuna con i suoi limiti e le sue debolezze. Il film, dal titolo volutamente fuorviante, è in realtà un inno alla tradizione del Natale: dalla bellissima Venezia illuminata che fa da sfondo alla vicenda, alla tradizione del presepe di famiglia, alla continua citazione di uno dei film cult natalizi per eccellenza: “Love Actually”.
La protagonista incontrerà diversi uomini: il mammone, il megalomane, il liceale e l’ex politico nessuno dei quali, però, sembra essere quello giusto per lei. Gianna deve ancora imparare a conoscere se stessa ma forse, proprio come le dice il collega deve solo iniziare a guardarsi intorno perché l’amore è dappertutto.
La continua rottura della quarta parete, durante la quale la protagonista guarda direttamente in camera e parla con lo spettatore mentre si gode un bicchiere di vino rosso sul suo divano, forse poteva essere evitata ma si tratta di una scelta stilistica per conferire al film ancora un tocco maggiore di leggerezza e cercare di rendere partecipe lo spettatore.
Un plauso alla fotografia che ci porta alla scoperta di Venezia nei suoi simboli più riconoscibili mentre la sceneggiatura non brilla.
Nel cast, oltre i già citati, troviamo Nicolas Maupas, Andrea Di Stefano, Giovanni Anzaldo, Gabriele Falsetta, Alessio Patricò e Alan Cappelli, insomma un cast giovane, fresco e già noto che ben si sposa alla scelta narrativa.
Un prodotto senza meriti e pretese eccezionali che si presenta per quello che è: un valido passatempo nelle fredde serate pre natalizie in cui si ha voglia di un qualcosa di leggero e gradevole.
