“Effetto Notte”: un omaggio di Truffaut alla Settima Arte


Effetto Notte” è un grande lavoro del regista francese François Truffaut, uscì nelle sale nel 1973 e descrive alcuni retroscena della settima arte. Il film si inserisce nel filone meta cinematografico. È un appassionato omaggio del grande regista al suo lavoro. La pellicola vinse l’Oscar come miglior film straniero.


Truffaut, è considerato uno dei fondatori della corrente cinematografica francese denominata Nouvelle Vague , sviluppatasi in Francia verso la metà degli anni cinquanta, e di cui facevano parte tutti i “nuovi” registi francesi tra cui Godard, Claude Chabrol, Jacques Rivette. In realtà, Truffaut prenderà le distanze da questa definizione, specificando che quello della Nouvelle Vague non fu un vero e proprio gruppo organizzato ma soltanto un insieme di registi che adottavano un nuovo modo di fare cinema che si distanziava nettamente da quello precedente, chiamato per l’appunto “cinema dei papà” e non per questo necessariamente omogeneo e con delle linee comuni. Truffaut come in altri suoi lavori, è anche attore e in questo caso interpreta sé stesso nel ruolo del regista Ferrand che dirige un lungometraggio chiamato, “Vi presento Pamela” , la storia racconta di una giovane che si innamora del proprio suocero e scappa con lui. Nel frattempo vengono raccontati i retroscena della produzione, attraverso la descrizione di una serie di personaggi. Si assiste ad una messa in scena in cui vengono mostrati i rapporti interni che si creano tra membri della troupe, la problematica degli spazi cinematografici, la difficoltà di alcune scene, i capricci degli attori, la vita vissuta tra un’azione e l’altra, la sfortuna iniziale per il fatto che l’attrice principale americana a causa di un esaurimento nervoso, non viene coperta dall’ assicurazione per il film o l’episodio di un’altra famosa attrice ormai alcolizzata che non riesce ad imparare e poi a recitare le battute.

È un film meta cinematografico perché racconta tutto quello che c’è dietro ad una produzione descrive tutto il lavoro fatto per poter presentare a noi spettatori, sul grande schermo, un prodotto diverso e completamente trasformato. Il titolo “Effetto Notte” deriva proprio da una tecnica usata dai registi per creare l’effetto notturno in pieno giorno attraverso l’escamotage di porre una pellicola sulla cinepresa. Ritorna anche l’attore Jean – pierre Leud, cresciuto cinematograficamente insieme al regista dal suo primo ruolo nel film “I 400 Colpi” e interprete poi, di un ciclo di film con lo stesso personaggio: Antonie Doinel. In questo caso l’attore Alphonse, che interpreta il marito tradito, durante le riprese vive una storia con una donna che però l’abbandona per un altro uomo, per questo motivo, preso da una crisi, decide di abbandonare il film, ed è qui che ci sarà la scena centrale della pellicola, durante la quale il regista Ferrand/Truffaut pronuncerà una frase che racchiude il significato di tutto il lungometraggio:

-Su, Alphonse, vieni: ora te ne torni in camera, ti rileggi il copione, e ti metti a lavorare un po’ e poi cerchi di dormire. Domani si lavora, e il lavoro è più importante. Non fare il cretino, Alphonse: sei un bravissimo attore, il lavoro va a gonfie vele. Lo so, c’è la vita privata, ma la vita privata zoppica per tutti. I film sono più armoniosi della vita, Alphonse: non ci sono intoppi nei film, non ci sono rallentamenti. I film vanno avanti​ come i treni, capisci?-Come i treni nella notte. La gente come me e come te, lo sai bene, siamo fatti per essere felici nel nostro lavoro del cinema .-


Il finale che in questo caso è doppio, sarà in entrambi i casi e solo per alcuni aspetti
tragico, come a voler sottolineare la somiglianza tra la vita e il cinema.


Effetto Notte” è un’opera per gli appassionati della settima arte ma non solo, è una dimostrazione d’amore, un voler trasmettere un pezzo fondamentale del proprio vissuto agli spettatori.
François Truffaut, che prima di essere regista fu un grande cinefilo, in questa pellicola ci comunica la potenza del cinema come elemento essenziale della vita per tante persone, egli non lo discosta dal reale perché il cinema possiede la capacità di far esistere tante altre storie, esso può diventare anche una ragione di vita e permette di superare degli ostacoli altrimenti insormontabili. Il cinema come vita, come felicità, come appagamento o semplicemente come una grande bugia.​

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