“I Predatori”: buona la prima per Pietro Castellitto

il

Premiato alla 77° edizione del cinema di Venezia come migliore sceneggiatura (premio “Orizzonti”) arriva oggi, nelle sale italiane, “I Predatori” : coraggiosissimo lungometraggio di esordio di Pietro Castellito, figlio di Sergio Castellitto e la scrittrice Margaret Mazzantini.

La pellicola, della durata di 109 minuti, mette a confronto due famiglie totalmente diverse tra loro per ideali politici, cultura e stile di vita, accomunate solo dal cielo di Roma. In un ritmo rocambolesco, scandito da battute rapide e sagaci che inseriscono il giovane regista a pieno titolo nella tradizione della commedia all’italiana, le vite delle tue famiglie si incontreranno e scontreranno mettendo, poi, a nudo la loro vera essenza. I vizi e le ipocrisie generazionali e culturali verranno messe a confronto: si scoprirà così che, in fondo, non esistono vittime ma solo “predatori”.

Sicuramente Castellitto jr ha osato costruendo un film che non lascia niente al caso ma che, spesso, rischia di cadere nell’improbabile. La sceneggiatura resta, comunque, molto buona e ben costruita. Non si può dire lo stesso, però, per quello che riguarda le inquadrature: primi piani tagliati dall’alto o dal basso, mise en abyme di tutti i tipi, danno prova della competenza del regista ma rischiano di andare a discapito della trama.

Nel cast, oltre Pietro (che rivedremo a dicembre in veste attoriale in “Freaks out” di Gabriele Mainetti), tanti volti noti del cinema italiano tra cui Anita Caprioli, Antonio Gerardi e Vinicio Marchioni.

“I Predatori”, che spiana la carriera a quello che sarà un abile regista, inoltre, si inserisce alla perfezione nel filone di rinnovamento generazionale che il cinema nostrano ha vissuto nell’ultimo anno, basti pensare a “Favolacce” e “Fortuna” (il primo film di Nicolangelo Gelormini di cui vi racconteremo nel prossimo articolo).